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mercoledì, agosto 03, 2011

Segnalibro


Da molto non tornavo su queste pagine, come si può vedere.
Forse ho poco da dire. O forse, più probabilmente, sono irrimediabilmente PIGRO.
Fatto sta che sento il bisogno di fare il punto della situazione.
Si fa presto: tutto è come sempre. Con un po' di stanchezza in più.
Il mio senso della distanza dalle cose del mondo si acutizza col passare degli anni. Invecchiando si dovrebbe essere più realisti, badare di più all'utile.
Ma non posso farci nulla se ciò che è utile per me, sono cose che gli altri di solito, quando sono magnanimi, ritengono strane.
Vabbè. Sembrano fisime da adolescente, ma tant'è.
Poi: leggo sempre più fumetti.
Apparte i bonelliani Tex (come poteva mancare?) Julia, Dampyr, tra le serie aperte, e attualmente Cassidy e Lilith (grande serie, ma farla uscire una volta ogni 6 mesi mi pare esagerato...) tra quelle a numero chiuso ho iniziato da un po' a frequentare una casa editrice famosa soprattutto per i manga, ma davvero interessante anche per quanto riguarda le pubblicazioni nostrane, la STAR COMICS: Dr. Morgue, San Michele - i sigilli della folgore, N.O.X., The secret.
E poi l'unico e inimitabile Rat-Man.
Serie lette in passato:

Bonelli:
- Demian (voto 8,5)
- Caravan (9)
- Brad Barron (6-)
- Volto Nascosto (7,5)
- Jan Dix (8)
- Greystorm (8)

Romanzi a fumetti (sempre Bonelli):
- Stria (9)
- Gli occhi e il buio (9)
- Dragonero (5)
- Sighma (7)
- Mohican (6,5)

One Shot (ancora Bonelli):
- Il legionario (8)

Star comics:
- Pinkerton S.A. (7,5)
- Valter Buio (8)

Eura Editoriale:
- Detective Dante (9)

Continua...

martedì, marzo 30, 2010

venerdì, maggio 23, 2008

Homer 2
"Non ti ho mentito! Stavo scrivendo una novella con la mia bocca!"

martedì, aprile 15, 2008

Homer"Non so cosa dirti Marge, io non penso alle cose... rispetto le persone che lo fanno, ma... io cerco solo che il giorno non mi faccia troppo male, finché non mi imbacucco nel letto accanto a te."

domenica, aprile 13, 2008

Ci sono sere in cui si vorrebbe essere su un altro mondo, perché questo non ci piace. Affatto.

venerdì, marzo 07, 2008

Periodi

  • Fuori piove e fa freddo.
  • Sto ascoltando Rino Gaetano.
  • Bellissimo il nuovo disco di Paolo Benvegnù.
  • Quello dei Bauhaus, invece, mi fa un po' incazzare perché lo ascolti e senti che fanno il culo a strisce a tutti gli sbarbati che ci sono in giro e cercano di attualizzare la new wave, e proprio per questo ti aspettavi qualcosa di più.
  • Martedì inizio a dare lezioni di chitarra. Mi servono soldi per re-iscrivermi all'università perché...
  • ...non sono riusito a finire la tesi per la sessione di aprile.
  • Mi sono stancato di dare del Lei alla mia relatrice. Ci conosciamo da così tanto tempo ed è una donna così in gamba e confidenziale che mi sento ridicolo, ma al contempo so di essere ancora uno studente quindi non riesco a darle del tu. E' una sorta di atavico rispetto per il ruolo che ricopre. Glielo dirò.
  • La campagna elettorale mi ha nauseato prima di cominciare e manca più di un mese alle elezioni. Chi vince vince tanto, gira gira, sono sempre loro. (Voglio fondare un partito: Orgoglio Qualunquista)
  • Tra marzo e maggio la mia terra mi sembra più verde dell'Irlanda. Non mi annoio mai a vederla respirare coi cambi di stagione.
  • Mi sono reso conto che il nome di molte persone che per me sono particolarmente importanti comincia per M come il mio. Si può definirla una sorta di vanità, questa?

venerdì, gennaio 25, 2008

Ieri sera al bar

Cliente: "Prodi è cascatu!"
Barista (donna): "S'è fattu male?"
No, per dire l'interesse...

lunedì, gennaio 14, 2008

Dov'è finita la mia pipa?
Non sarai stato perfetto, come nessuno è. Soprattutto nessuno di coloro i quali hanno attraversato in pieno la storia del '900 italiano come hai fatto tu.
Ma oggi, in questo paese allo sbando, di te sento un gran bisogno.

martedì, dicembre 18, 2007

Sergent magiur ghe riverem a baita?
Marco Paolini - Il sergente (seconda parte)



Piove di traverso, i pantaloni si bagnano fino al ginocchio. Arrivato alla cava, come la ragazza aveva detto, ci offrono vin brulé quasi bollente e formaggio. Buonissimo. Ci fanno sistemare: “posto cuscino fronte – palco”, questo c’è scritto sul mio biglietto, lì mi devo sedere. Sono a un metro e mezzo - due dal palco. Sono solo le 7.30, mancano 2 ore allo spettacolo. Penso che non passeranno mai. Dopo una mezz’ora inizio a sentire il freddo alle gambe. Avrei dovuto lasciare i pantaloni del pigiama sotto i jeans, mi maledico. Osservo il palco, è spoglio, come sempre. Con la solita vecchia macchina da scrivere sulla destra, qualche pietra, su cui Marco si siederà, e alcuni sacchi di sabbia. La scenografia vera e propria è la cava, naturale e innaturale allo stesso tempo, grigia ma di un grigio vivo, si vedono i segni della mano dell’uomo alle pareti. E poi l’acqua, dietro il palco. Con le luci dei riflettori dona un colore grigio – verde stranissimo a tutto l’ambiente, senza riflessi, perché è ferma, per lo meno fin dove arriva l’occhio.
Verso le 9 arriva il Sergente, quello vero, Mario Rigoni Stern. Esplode l’applauso del pubblico, d’altronde son quasi tutti di Vicenza, suoi concittadini, si può dire. E’ un uomo possente, nella sua figura c’è tutto il sapore di ciò che ha vissuto, di come ha vissuto e vive tuttora. Il sergente ci ringrazia per essere lì. Gli si legge la felicità negli occhi: alla fine dirà che finché ci sono così tanti giovani ad ascoltare quella storia, ci sarà speranza. Prima dello spettacolo Marco colloquia col pubblico, risponde alle nostre domande. Poi inizia lo spettacolo. Inutile descriverlo, l’ho già fatto in un altro post ed è più o meno lo stesso, con l’aggiunta di molti, bellissimi, dettagli del viaggio in Russia che Marco ha compiuto, lungo le tappe della ritirata, per la preparazione dello spettacolo (straordinario il racconto del viaggio in treno, d’altronde, come si sa, il treno è una presenza costante nei racconti di Marco, è il paradigma stesso del suo viaggiare e farci viaggiare). Lo spettacolo dura al solito sulle due ore e mezza, lunghissimo. Ancora mi domando come faccia quella persona a non annoiarmi…
Esco con la consapevolezza di aver assistito ad un evento. Vero, non l’ho detto, lo spettacolo andava in onda in diretta su La7. Ma non è questo l’evento, l’evento è il mio, personale. Ho visto un bellissimo spettacolo, ho stretto la mano a Mario Rigoni Stern (soggezione) ed ho lasciato in quei luoghi un pezzo d’anima. Spasiba.

Il giorno dopo, lungo l’autostrada, sento forte la voglia di tornare a casa, ma è la voglia di Ulisse, che dopo aver fatto tutto quel casino per tornare, si narra, volle subito ripartire.

lunedì, novembre 05, 2007

Sergent magiur ghe riverem a baita?
Marco Paolini - Il sergente (prima parte)

Parto la mattina alle 6.30 dopo aver portato mia madre al lavoro. Ho una fifa terribile di star per chiedere troppo alla mia fidata Ford Escort a metano del '92. Tanto per capirci, è un residuato di auto con la targa che indica la provincia seguita da 6 numeri, quasi da museo ormai. Mi chiedo da giorni se riuscirà a macinare in un giorno i chilometri che di solito macina in due settimane. Porto Recanati - Vicenza. A14, fino a Bologna. Faccio varie soste lungo il percorso, voglio prendermela comoda. Infatti arrivo a destinazione con un'ora di viaggio in più del necessario, ma mi va bene così. Prima tappa Sovizzo, a prendere il biglietto che Nick ha ritirato per me con la collaborazione di Valeria. Li ringrazio entrambi e ringrazio internet, Dio, i Pearl Jam che mi hanno dato la possibilità di conoscerli. Un panino e poi destinazione Zovencedo, sui Colli Berici. Come inizio a prendere la salita mi si spalancano gli occhi: è come se guidassi sopra una tela di Constable o di Turner, come se tutti i colori dell'autunno si aprissero per accogliermi nel loro ventre. Uno dei posti più belli che abbia mai visto. Pochissime case, le trattorie e i ristoranti, che pure sono in gran numero, hanno le insegne anni '70, ma non è vintage questo: è così, punto. E poi è pioggia. E nebbia. Sempre più fitta da non veder quasi nulla all'una di giorno. Fortunatamente si diraderà nel pomeriggio, fino a sparire, altrimenti di notte probabilmente non sarei riuscito ad orientarmi in quel labirinto di stradine. Vado alla ricerca della cava Arcari. Non è facile da trovare, non ci sono indicazioni. Dopo aver girato un po' vedo il cartello "Il sergente". Un tizio dell'organizzazione mi dice che da lì è tutta a piedi, quasi un chilometro, sullo sterrato. Scrivi "sterrato", leggi "fango". Bene, il posto è individuato. Mi fermo qualche centinaio di metri più in su, in un bar - ristorante, prendo un caffè, una grappa e leggo Il giornale di Vicenza, secondo cui Zambrotta verrà al milan in gennaio. Speriamo, mi dico. Poi riparto per scendere di nuovo a valle, voglio vedermeli bene questi posti, tra poco più di tre ore sarà buio, devo approfittare. Arrivo a Perarolo, frazione di Arcugnano, dove trovo una locanda e mi sistemo. Torno a Zovencedo verso le 5.30, prima che faccia buio del tutto, e mi fermo in un altro bar - ristorante, altro caffè, altra grappa. Faccio amicizia con la ragazza che sembra gestire un po' il tutto e mi dice che Marco Paolini e la troupe saranno a cena lì dopo lo spettacolo e che comunque ci rivedremo giù alla cava, dove lei distribuirà vin brulé e formaggio. Passo quasi un'ora a chiacchierare con lei e un altro ragazzo finché non è il momento di scendere alla cava, per trovare parcheggio più vicino possibile alla stradina di accesso, visto che piove a dirotto e tira un vento gelido. Devo diminuire il più possibile il tragitto da fare a piedi. Parcheggio, mostro il biglietto e mi avvio in mezzo al bosco, quasi al buio.
Fine prima parte

martedì, ottobre 09, 2007

Questo è Appignano
il mio "paese d'adozione". E io lo sto amando come se fosse mio.


domenica, settembre 30, 2007

E' facile trovare la soluzione ai problemi degli altri...
(P.S.: non fateci caso, sono un po' brillo...)

giovedì, settembre 27, 2007

Della mia terra e dell'esserne parte


Vero è che nessuno è profeta in patria. Ma tutto quello che le Marche fanno per farsi amare, e che molti dei loro abitanti non recepiscono, porterebbe chiunque stesse al loro posto all'esasperazione.
Mai ci fu amore meno corrisposto.
Il problema delle Marche è che hanno, e (spero) sempre avranno, un sapore troppo antico. Qua non si avrà mai la sensazione di correre veloce insieme al mondo. Che poi il mondo non abbia la più pallida idea di dove andare ha poca importanza.
E' una terra che richiede lentezza, riflessione. Chiunque la visitasse non dovrebbe mai avere lo spirito del turista, ma quello del viandante o, al limite, del flaneur di baudelaireiana memoria. E' una terra che dà tanto e, quindi, chiede un po' d'impegno. Normale.
Se vai in un paesino di collina, come ce ne sono a decine, devi arrampicarti con calma su per una strada stretta e con diversi tornanti, entrare dentro le mura e fermarti. Devi diventare uno dei mattoni rossicci di cui sono fatti gli edifici medievali e rinascimentali, respirare l'atmosfera silenziosa e metafisica che ti si offre intorno. Il silenzio fa troppo rumore al giorno d'oggi, questo è il punto.
Vai lungo un fiume? Diventa vallata. Devi partire col vento e farti un volo d'uccello su queste autostrade verdi. Segui il profilo delle colline, lasciati accarezzare. E così le spiagge. Non sono quelle di Rimini, c'è poco da fare. Le montagne non sono le dolomiti, Sefro e Pioraco non sono Courmayeur e Cortina d'Ampezzo. C'è calma. Ci sono i vecchi che vanno in giro con i carretti. C'è noia, se non le comprendi.
Questi luoghi ti chiedono di annullarti, cosa inconcepibile per l'uomo d'oggi. Ti chiedono di appartenere loro come le querce secolari e i paesi medievali. Di andare oltre te stesso. Se passi di qua, viandante, non sarai protagonista di una "vacanza da sogno". Non avrai comfort e divertimento. Se riuscirai a percepire la voce di una terra che ti dona sé stessa, avrai luoghi in cui respirare pace. Per questo amo così tanto la mia terra: cosa chiederle, oggi, più della pace?

lunedì, settembre 03, 2007

Thoughts arrive like butterflies. O bisce d'acqua.

Ieri, mentre pescavo, ho visto un biscia d'acqua uscire dal lago quasi sotto i miei piedi e ho spalancato gli occhi. Ho provato meraviglia per come strisciava arrampicadosi tra le frasche umide sotto di me, dopo aver nuotato per decine di metri contorcendosi in una esse infinita. Mi era capitato di vederne un'altra molti anni fa, ne avrò avuti 10 o 11, pescando con mio padre. Spalancai gli occhi alla stessa maniera. Una biscia ha acceso la scintilla. Ho iniziato a pensare a quando ero bambino. Alla scuola elementare, col muro pieno di cartelli con le iniziali degli oggetti raffigurati (ho stampato in mente quello con la I: Imbuto. Sarà merito di Guzzanti?). Al Natale, con le sue recite e i "lavoretti" da portare a casa, ultimi rantoli stentati di una scuola che si ricordava ancora che le mani possono anche fabbricare cose, scampoli infantili d'artigianato artistico. A un pomeriggio di pesca con mio padre a Santa Maria in Selva, in un lago che non esiste più. Ricordo che quel pomeriggio rompemmo una canna, perché ci si chiuse inaspettatamente sopra lo sportello del bagagliaio. Avevamo ancora la Peugeot 405 grigio ghiaccio con lo spoiler o già la Ford Sierra rosso bordeaux? Credo la seconda. C'era un'atmosfera autunnale, almeno così mi pare di ricordare. Ed eravamo soli. Per la cronaca: quella canna, poi, l'abbiamo aggiustata. Ancora la usiamo.
Pensavo a come mi meravigliavo per tutto ciò che mi accadeva attorno. Al desiderio di capire, possibilmente però con poco sforzo. Alle domande che mi facevo e che rimanevano senza risposta. Molte la risposta l'hanno poi trovata e, forse, era meglio non saperla, molte ancora no e, può sembrare strano, mi sembra che ce ne sia sempre più bisogno.
Ho pensato all'incanto e al disincanto. Oggi, inevitabilmente, sono molto più disincantato di allora. Ma, qua e là, ciuffi d'incanto escono ancora fuori dall'asfalto dell'età (la biscia...). Mi sono detto che voglio coltivarli, farli crescere.
Mi sono detto che può anche capitare di essere soli, talvolta, non ci è dato sapere, d'altronde il senso della perdita ha sempre fatto parte del mio DNA, ma che se dovessi perdere del tutto quell'incanto, allora, a quel punto, potrei dirmi davvero morto.

lunedì, giugno 04, 2007

Bene...

Putin: puntare missili su Europa
Se Usa modificheranno equilibrio, dice a Corriere della Sera
(ANSA) - ROMA, 3 GIU - I missili nucleari russi saranno puntati contro citta' e obiettivi militari europei se gli Usa modificheranno l'equilibrio strategico.Lo afferma il presidente russo Vladimir Putin in una intervista sul Corriere della Sera. Putin fa riferimento all'intenzione degli Usa di coinvolgere Polonia e Repubblica Ceca nella creazione di un 'scudo' anti-balistico. 'Non uso un linguaggio da luna di miele', ammette il capo del Cremlino, denunciando la moltiplicazione delle basi militari Usa in Europa.

Che bello tornare indietro di 40 anni!
Aspetto con ansia la ricostruzione del muro di Berlino.

sabato, giugno 02, 2007

Stasera...
avrei voglia di una serata tranquilla, un bicchiere di vino, quattro chiacchiere stupide e poi il letto. Qua ci si accontenta di poco.
2 giugno - festa della Repubblica

Repubblica: dal latino res-publica, ovvero "cosa pubblica". Di tutti.
Cazzo festeggiamo in Italia?
P.S.: mio padre oggi ha lavorato. Fanculo.

lunedì, maggio 28, 2007

"Lontani dai nostri occhi vivono i boschi
chiusi con antiche parole, rovine d'altri tempi,
vivono dove non siamo più noi."
Franco Fortini

mercoledì, maggio 23, 2007

Mauro Corona

"La vita è come la scultura. Devi tirar via se vuoi vedere la vita."