giovedì, settembre 22, 2011

BENEDETTO XVI: "LA RELIGIONE E' TRA I FONDAMENTI DELLA CONVIVENZA CIVILE"

Infatti. In nome della religione non s'è mai ammazzato nessuno.

mercoledì, agosto 03, 2011

Segnalibro


Da molto non tornavo su queste pagine, come si può vedere.
Forse ho poco da dire. O forse, più probabilmente, sono irrimediabilmente PIGRO.
Fatto sta che sento il bisogno di fare il punto della situazione.
Si fa presto: tutto è come sempre. Con un po' di stanchezza in più.
Il mio senso della distanza dalle cose del mondo si acutizza col passare degli anni. Invecchiando si dovrebbe essere più realisti, badare di più all'utile.
Ma non posso farci nulla se ciò che è utile per me, sono cose che gli altri di solito, quando sono magnanimi, ritengono strane.
Vabbè. Sembrano fisime da adolescente, ma tant'è.
Poi: leggo sempre più fumetti.
Apparte i bonelliani Tex (come poteva mancare?) Julia, Dampyr, tra le serie aperte, e attualmente Cassidy e Lilith (grande serie, ma farla uscire una volta ogni 6 mesi mi pare esagerato...) tra quelle a numero chiuso ho iniziato da un po' a frequentare una casa editrice famosa soprattutto per i manga, ma davvero interessante anche per quanto riguarda le pubblicazioni nostrane, la STAR COMICS: Dr. Morgue, San Michele - i sigilli della folgore, N.O.X., The secret.
E poi l'unico e inimitabile Rat-Man.
Serie lette in passato:

Bonelli:
- Demian (voto 8,5)
- Caravan (9)
- Brad Barron (6-)
- Volto Nascosto (7,5)
- Jan Dix (8)
- Greystorm (8)

Romanzi a fumetti (sempre Bonelli):
- Stria (9)
- Gli occhi e il buio (9)
- Dragonero (5)
- Sighma (7)
- Mohican (6,5)

One Shot (ancora Bonelli):
- Il legionario (8)

Star comics:
- Pinkerton S.A. (7,5)
- Valter Buio (8)

Eura Editoriale:
- Detective Dante (9)

Continua...

martedì, marzo 30, 2010

lunedì, ottobre 13, 2008

Titoli del tg5

Scontro tra due tram in centro a Milano.
Le ipotesi: guasto o errore umano.

E io che pensavo fossero stati gli alieni...

venerdì, settembre 19, 2008

The great gig in the sky


Cinque giorni fa se ne è andato il Pink Floyd più schivo e, forse, sottovalutato: Richard Wright. Ascoltando all'infinito la musica di questa gente sono cresciuto, ho, diciamo così, imparato a suonare qualcosa che non fosse scolastico. Ho imparato (se si può imparare) ad amare la musica che oggi è scolpita nel mio dna, marchiata a fuoco sulla mia pelle, sciolta nel mio sangue. I Pink Floyd mi hanno spalancato le porte del rock e, da lì, ho camminato dentro le sue variegate stanze. Adoro ancora i Pink Floyd, come allora. E, alla notizia della sua dipartita, ho sentito mancare per un po' una piccola parte di ciò che sono. Poi, oggi, li ho riascoltati e ho rivisto il video che ho messo qua sopra. Quella parte di me ancora c'è, è viva e lotta con me. E Wright, forse il Floyd che amo di più per il suo atteggiamento, appunto, schivo, quasi volesse farsi sommergere dalle sue tastiere per non farsi vedere, c'è. E' lì. Nei dischi. In quel muro sonoro su cui Gilmour verniciava come graffiti i suoi assoli, poderosi anche con tre note. Nel suo organo e nel suo piano sempre in bilico tra jazz, sgangheratezza, psichedelia e perfezione. Il suono dei Pink Floyd è, in grandissima parte, il suono di Wright. L'ho sempre detto. Provare a immaginare Echoes senza la sua voce, Dark side of the moon e Wish you were here senza le sue tastiere è impossibile.
Un saluto.

...e di nuovo l'autunno

Mi ricordo
l'odore dei girasoli
sul finire dell'estate
e la luce che sbiancava
e virava a settembre.
Mi ricordo le voci del pensiero
sottomesse al suo arrivo
come l'acqua alla forma dell'intorno.
E viene un vento
un bacio
come un respiro d'infinito.
Mi ricordo di foglie non più verdi
e del loro ritorno
a baciare la terra.
Come una stella
dal cielo
alla sua pelle
alle mie labbra.
E le sue labbra
socchiuse
morbide di rosso.
Nel ventre
le sabbie dei deserti
oasi
piogge
nevi
e altipiani d'oriente.
Dalle mie colline infinite
all'oceano del tutto
un volo
un passo
un bacio ancora
mi ricordo.

L'ETERNO E IL MUTEVOLE

E fissare il mare
come si fissa la malinconia
come si fissa una donna nuda
come si parla con parole mute e sottili
all'amore con l'amore
fissare l'orizzonte dove la frontiera
è un battito di ciglia
come si fissa il passato
e il volo del gabbiano
che dal passato torna
a sprezzare le mie vele immaginarie
e le onde
fissare la memoria
come si fissa un amore
che per mille anni ha donato le sue rose
e il suo corpo risplende di luce di luna
come le colline di questi luoghi d'infinito
che generazioni di uomini hanno plasmato
ad uso di figli benedetti dal lavoro
anime contadine, falchi, fagiani e storni
vento sibillino, freddo di neve
e di preghiere millenarie per gettare via l'inverno
e poi la primavera e l'amore finito
e l'amore ritrovato
la musica
la spiaggia vuota dove saranno approdati
popoli migranti
dove si saranno fermati
popoli di amanti
tutti a succhiare vita
e i miei occhi sempre troppo lucidi
ma che sanno guardare
si sanno dissetare
si sanno innamorare
sanno quando schiudersi

sabato, agosto 09, 2008